Ballo sociale, danza di storie
Il clan cremonese della Swing Dance Society ci ha chiesto di raccontare una Swing Party Night con le nostre immagini. Ne è emersa tutta la gioiosa potenza dello swing come ballo sociale. E tutta la necessità di essere preparatɜ a raccontarla.
Il ballo sociale, essenza di relazione
Il ballo, quando non finalizzato ad un’esibizione, differisce dal concetto di danza. Ed esprime al meglio il suo carattere di atto sociale.
Possiamo dire che il ballo sociale è un’attività culturale praticata da un gruppo di persone, di fasce sociali differenti, che amano ballare insieme, secondo uno stile di danza spesso proveniente da un ballo popolare.
Ballare in gruppo implica una relazione: conosco e controllo il mio corpo e le mie emozioni in relazione alla musica, ma soprattutto in relazione aɜ altrɜ. La mia partecipazione, le mie energie sono indispensabili al raggiungimento di un obiettivo condiviso, che potremmo riassumere nel benessere collettivo.
Sembra quasi un progetto politico. Sembra quasi che si possa fare.
Breve storia dello swing, ballo sociale
Poco prima del crollo della borsa di Wall Street del 1929, nel quartiere multiculturale newyorkese di Harlem si diffuse la passione per lo swing e nacque il Lindy Hop.
L’energia di questo ballo afroamericano unito a quello della musica jazz arrivò presto anche oltreoceano, in un’epoca di crisi e restrizioni autarchiche per l’Europa.
In Germania da subito il governo non vide di buon occhio questo ritmo sincopato, incapace di adattarsi al passo uniformato deɜ nazistɜ.
In Italia l’approccio a questa febbre venuta da oltreoceano fu diversificato e contraddittorio, ma dopo i primi tentativi di addomesticamento, lo stato fascista lungo il periodo bellico lo annoverò fra i “generi non consentiti”. L’opinione era che questo tipo di ballo e di musica “sincopata” potessero distrarre la gioventù italiana dai propri obblighi: servire il Duce e battersi per la gloria della nazione.
Lo swing ha continuato a rappresentare, soprattutto fra le giovani generazioni, il ballo sociale della libertà e della gioia incontenibile, che ben si espresse durante i giorni della liberazione dal nazifascismo attorno al 25 aprile 1945.
Felici e consapevoli
A partire da queste premesse, ci siamo sentitɜ felici, lusingatɜ e certɜ di accettare quando il clan cremonese della Swing Dance Society, Cremona Lindy River, ci ha chiesto di raccontare attraverso le nostre immagini una loro Swing Party Night, per la prima volta accompagnata dal vivo da una swing band, The Ragtime Rogues.
Felici e al contempo consapevoli dell’importanza che fossimo proprio noi, professionistɜ formatɜ al racconto, a restituire la narrazione di una parte di attività dell’Associazione.
In un mondo sommerso da storie, continua ad essercene una gran fame, bulimica.
Perché?
Perché il racconto non si improvvisa: quando è fatto con cura e competenza, riconnette le persone, tutte, allo spazio sociale senza giudizio, permette loro di tornare ad essere viste. Restituisce un senso, un luogo da abitare, in un vuoto di narrazioni.
Spesso però il lavoro della comunicazione è declassato ad output di tecnologie sempre più avanzate, delegato alle nuove frontiere dell’AI. A portata di chiunque insomma.
Vi offriamo una chiave di lettura: scattare una foto con l’ultimo modello di reflex in commercio non è raccontare, non lo è girare un video con lo smartphone dalle caratteristiche più performative. È peraltro questa una delle illusioni attraverso le quali il consumismo lusinga e si alimenta.
Il valore delle immagini
Perché una o più immagini rispondano ad un obiettivo comunicativo -nella fotografia come nel videomaking- è importante saper progettare.
Il taglio che abbiamo adottato in questa occasione insegue e rispecchia i movimenti del ballo sociale che si è dipanato davanti ai nostri occhi.
L’energia di ballerini e ballerine si può ritrovare nelle varie espressioni, nelle loro evoluzioni.
I colori morbidi richiamano la musica della band che ha allietato la serata.
L’effetto mosso presente in qualche scatto è una scelta che accentua i movimenti e restituisce dinamismo alle immagini.
Abbiamo realizzato un racconto di reportage, dando valore anche allo spazio che ospita le attività del clan Cremona Lindy River e che è di un’altra associazione, Arci, che con Swing Dance Society condivide certamente le finalità di cultura e aggregazione sociale senza alcuna forma di discriminazione.
Considerare lo spazio nel racconto non è un processo automatico, ancor meno scontato è includerlo nella narrazione. Lo spazio non è mai neutro.
Occhi che guardano
Le immagini di DAVICINO™ non nascono da set fotografici e ore di posa. Raccontiamo la vita com’è: spazi di possibilità infiniti, ma che necessitano di essere visti, che crescono solo se curati.
Lo facciamo perché, con Ivo Lizzola, crediamo che:
Senza narrazioni le persone si senton sole. Servono delle competenze preparate che sappiano leggere le questioni.
Questi professionisti aiutano a tenere attive le storie. Riprendono le persone dentro le storie.
Le persone devono tornare a vedere occhi che le guardano.
Video di DAVICINO™ sul canale YouTube ufficiale della Swing Dance Society
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