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Una tessera può fare

Filiera Corta Solidale rinnova il suo impegno per l’accesso al cibo buono, sano, giusto anche per il 2026 e ha chiesto a DAVICINO™ di rappresentarlo, nella nuova tessera associativa.

Anno nuovo, volto nuovo

L’ultimo periodo dell’anno è dedicato a progetti, nuove prospettive e riconferme.
È tempo di bilanci anche per gli enti del Terzo Settore, impegnati come ogni impresa che si rispetti a seminare il futuro e a scegliere la direzione.
Fare bilancio significa anche guardarsi allo specchio e scegliere in che veste presentarsi nell’anno nuovo.

Quando parliamo di una realtà associativa, la sintesi di queste riflessioni, se ben condotta, converge nei tratti grafici che caratterizzano la tessera annuale.
DAVICINO™ supporta le realtà di valore anche in questo delicato compito ed è così che Filiera Corta Solidale, ancora una volta, si è affidata a noi per traslitterare in sembianze il suo rinnovato impegno.

Chi è Filiera Corta Solidale

Filiera Corta Solidale, come abbiamo già avuto modo di raccontare, nasce nel 2005 a Cremona da una rete informale di soggetti della società civile “impegnati nella costruzione di una società giusta, solidale ed ecologicamente sostenibile”.
Nei cinque anni successivi viene steso un disciplinare condiviso, si formano gruppi informali di acquisto (GAS), viene creata una prima piattaforma web per la gestione degli ordini e di una distribuzione frequente e via via più strutturata, che permette la fornitura di cibo fresco.
Dopo la costituzione dell’Associazione, nel 2016 nasce anche la Cooperativa, che consente l’assunzione di socɜ lavoratorɜ.
Nel tempo la rete con altre realtà del Terzo Settore si consolida e permette il recupero di spazi cittadini dismessi per destinarli alla distribuzione e alla creazione di occasioni di socialità, culturali e informative.

La tessera: rappresentazione di un impegno

Consapevolezza di una storia ormai ventennale che conosciamo bene e ascolto di desideri peculiari che si rinnovano nell’oggi. Questi sono stati i presupposti per orientare i nostri passi verso la realizzazione della tessera 2026 di Filiera Corta Solidale.

La progettazione di una tessera naturalmente non sempre coincide con un più ampio lavoro di rinnovo della brand identity. Vanno in ogni caso tenuti in considerazione parametri di coerenza e riconoscibilità.
Non solo: la tessera -ben lontana dalla visione odierna che in molti casi l’ha ridotta a mero strumento di fruizione di un servizio- è simbolo biunivoco, per chi associa e per chi si associa. Rappresenta l’adesione ad un progetto, la creazione e il nutrimento di un legame che si basa su ideali e obiettivi condivisi. Ancor più quando si tratta dell’adesione a un progetto etico ed ecologico.

La tessera rende visibile l’impegno: di trasparenza e coerenza, da parte dell’organizzazione che la distribuisce; di presenza e partecipazione, da parte di chi aderisce.

Se recuperassimo coscienza del significato dell’adesione, ci soffermeremmo forse più a lungo prima di sottoscrivere l’ennesimo patto (leggi “contratto”).

Rendere visibile: un delicato equilibrio

Dunque, la sfida: come rendere visibile questo specifico impegno e non un altro, secondo criteri che intersechino piacevolezza e originalità?

Laura Rossi, la presidente dell’associazione, ci ha suggerito una citazione di Ernest Hemingway che l’aveva colpita e che abbiamo trovato molto adatta ad esprimere un impegno convinto e totale per la difesa del pianeta.
Così, dopo aver recuperato una buona traduzione, abbiamo raccolto le idee e dato vita ad un’immagine il più possibile coerente con i presupposti che muovono il progetto di Filiera Corta Solidale: una Terra giovane, da tenere per mano.
Non tanto per l’illusione che il suo futuro dipenda dagli esseri umani (ogni studio scientifico conferma il contrario); piuttosto, per il desiderio di contribuire a un mondo migliore con un approccio responsabile e coraggioso, con la presenza vera di chi non lascia la presa, ma tiene anzi saldamente per mano, sospingendo in avanti.

Le mani sono rese umane dalle sembianze: la tinta prescelta è volutamente neutra. Sorreggono, lasciando la scena alla protagonista, la Terra.

La tecnica digitale ha guidato il resto, con l’utilizzo di pennelli che ci consentissero di provare a rappresentare, senza sovrastarla, una citazione potente e appassionata.

Una tessera, un augurio

È nato così un autentico augurio per un 2026 che possa vederci comunità mossa da un’idea, oltre la stanchezza e la disillusione. Abitanti della Terra e suɜ custodi, promotorɜ del cambiamento, costruttorɜ di una dimensione politica -e dunque collettiva- che non prescinda da una visione ecologica.

© Riproduzione riservata

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